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I soldi non sono tutto

Qualcuno ha detto “i soldi non fanno la felicità” e la risposta spesso è “no, ma aiutano”. Vero, tuttavia non sono quelli la chiave di volta per quanto riguarda la valutazione del proprio lavoro. Come abbiamo visto nell'ultimo blog, si sta assistendo al fenomeno delle Great Resignation italiane con 1,6mln di dimissioni registrate nei primi 9 mesi del 2022 e questo è il risultato di un cambio di paradigma legato alle priorità.


Attualmente quando si valuta un’impresa, l'attenzione ricade principalmente sulle sue attività dedicate alle risorse umane e sul suo clima interno. Fatturato, partnership e prospettive di carriera non solo più gli unici dati presi in considerazione per costruire il proprio giudizio su un'azienda.


L'errore che viene fatto da parte di alcune realtà è credere che i soldi siano la soluzione a tutto, soprattutto con le nuove generazioni, sempre meno legate al mito dell'opulenza cieca che ha dominato gli anni '80-'90.

Offrire paghe esorbitanti e non garantire un ambiente sano è inutile. Promettere bonus e poi prosciugare la salute fisica e mentale del proprio team è macabro. Proporre contratti a tempo indeterminato e poi non rispettare il tempo privato è incoerente.

L’equilibrio casa-lavoro, il benessere psicologico e la gestione autonoma delle attività e del tempo hanno finalmente conquistato il giusto valore nella valutazione di un ambiente lavorativo, ridimensionando l’importanza della cifra finale nella busta paga.


Il vero modo di acquisire talenti e di fidelizzare il proprio team è rendere l'ambiente lavorativo un luogo ricettivo, di ascolto ed di empatia.


Se vuoi iniziare un percorso dedicato alle risorse umane della tua impresa, scrivici a info@becomeen.com


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